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Sintomi della disidratazione nello sportivo, ecco i 9 campanelli d’allarme

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Non è un segreto che l’idratazione sia un fattore fondamentale per il benessere nella vita di ogni giorno e, in particolar modo, per tutti coloro che praticano attività sportiva. Ogni atleta, anche dilettante, conosce bene l’importanza del mantenimento del giusto bilancio dei liquidi, eppure in pochi attuano strategie specifiche per l’idratazione prima e dopo gli allenamenti.

Il ruolo della sete

Il nostro corpo è composto di acqua per una percentuale che va dal 50% al 70%. La sua presenza varia a seconda del sesso, dell’età e della costituzione. Un individuo sedentario, in un ambiente a 20° C elimina giornalmente una media di 2.400 ml di acqua attraverso vari canali (sudorazione, urina, feci). I millilitri arrivano a 3.400 nel caso di temperatura a 30° C.

Le condizioni cambiano sensibilmente qualora l’individuo pratichi attività fisica (anche a livello amatoriale) in condizioni di temperatura elevata (fino a 6.700 ml).

Il sudore incrementa durante il lavoro muscolare per consentire, attraverso l’evaporazione, al corpo di mantenere quella temperatura compresa tra i 37° e i 38° C che permette al nostro fisico la condizione ottimale per performare.

Assieme all’acqua, il sudore espelle una dose di sali minerali, anch’essi fondamentali per il benessere fisico e per la buona funzionalità dei muscoli (soprattutto sotto sforzo).

L’idratazione in condizioni normali avviene con l’assunzioni di liquidi per il 50% attraverso le bevande e per il restante 50% attraverso la componente idrica degli alimenti solidi.

Grazie al centro della sete (un’area dedicata allo stimolo alla reidatrazione nell’ipotalamo) per mantenere l’equilibrio idrico, il nostro corpo ci spinge a bere attraverso lo stimolo della sete.

In alcuni casi, soprattutto quando lo sforzo fisico è intenso e prolungato o le condizioni ambientali sono particolarmente sfavorevoli, lo stimolo della sete non è un campanello sufficiente ad aiutare a comprendere la gravità dello stato di disidratazione. Esistono, però, alcuni sintomi che ci aiutano a capire che è il momento d’interrompere l’attività fisica e dedicarci a una moderata e costante reidratazione.

I 9 sintomi della disidratazione

La disidratazione nello sportivo è un problema che non va sottovalutato. Quando il corpo non può attingere a una buona riserva di liquidi durante lo sforzo muscolare e il contingente raffreddamento corporeo, ci si espone a patologie quali i crampi, l’esaurimento o il colpo da calore. Quest’ultimo in particolare rappresenta una minaccia seria per l’individuo, che richiede immediata attenzione medica.

Come riconoscere lo stato di disidratazione? Esistono alcuni sintomi che possono chiaramente indicarci una necessità di rimpiazzare i liquidi corporei persi durante l’allenamento:

  1. Sete
  2. Bocca secca
  3. Crampi muscolari
  4. Tachicardia
  5. Vertigini
  6. Mal di testa
  7. Debolezza, stanchezza e abbattimento delle performance fisiche
  8. Pelle secca
  9. Urina di colore scuro

La disidratazione non incide solo sulla condizione fisica, ma anche sulle performance mentali dell’atleta. Irrequietezza e difficoltà nella concentrazione sono due elementi che vanno ad aggiungersi ai sintomi di una disidratazione, soprattutto quando la condizione è prolungata nel tempo.

Fonte immagine: flickr.com/photos/perspective/

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